lunedì 31 dicembre 2012

Arriva il 2013...


In una splendida poesia dialettale, uno «speciale» augurio di Buon Anno ai Filesi
«Pane e olio» di Orazio Pezzi


 2013
di Orazio Pezzi

L’è l’añ ch’l’ariva la furtóna
Toti al grëzi agli avnirà da e’ Zil
E srà d’aiut nẽca la Lóna
Tot e’ mònd e’ ‘scurarà ‘d Fìl...

Un ènžul biònd e žintìl
Da stra al nùval e’ calarà:
«L’è ora ch’a fašiva e’ campanil
San Pìr in parsóna ul banadirà...»

Ecco tot e’ paeš u s’inluminarà
Una scösa la farà tarmè tot i cur
Tot i srà amig e i s’abrazarà.
Da séra a matena, u n sarà piò bur.

A i’élbar u n cascarà piò al foj
Al dòñ al parturirà senza avé al doj
U n’i sarà piò bšògn gnẹca de’ dutór
E’ campanil l’à tolt ogni dulór...

U’i sarà di tévul lòng al strè
Pì ad röba bóna da magnê
Un’urchestra int la piaza la sunarà
E tot quent insen us balarà.

On e’ ziga «Miracul...», on «E’ mi Signór,
È’l un schérz, o un quel seri?»
Quicadòñ l’à esprès un dišideri
E San Pìr u n’à fat una quis-ciòñ d’unór.

Una vóš da e’ Zìl la cminzarà a dì:
«Da que, tenti vôlt a sö pasè,
Int i dulùr, al šgrëzi, j inzident,
Int l’aligreia, la cuntinteza, i divertiment.
Avi fat cónt ad gnit, a n m’avì gnẽca guardê...
Mo avi fãt e’ campanil, e a sö pröpi cuntent
L’éra óra che a stašesi un pô a sintì...

Alóra a pos dìv ch’l’è propi véra:
A farò, ad Fil, un Paradiš sóra la tëra.




2013
di Orazio Pezzi

E’ l’anno in cui arriva la fortuna
Tutte le Grazie giungeranno dal Cielo
E sarà d’aiuto anche la Luna
Tutto il mondo parlerà di Filo...

Un angelo biondo e gentile
Calerà dalle nuvole:
«E’ ora che rifacciate il campanile
San Pietro in persona lo benedirà...»

Ecco tutto il  paese s’illuminerà
Una scossa farà tremare tutti i cuori
Tutti saranno amici e si abbracceranno.
Da sera a mattina, non farà più buio.

Agli alberi non cadranno più le foglie
Le donne partoriranno senza aver le doglie
Non ci sarà neppure più bisogno del dottore.
Il campanile avrà tolto ogni dolore...

Ci saranno dei tavoli lungo le strade
Pieni di prelibatezze da mangiare
Un’orchestra suonerà in piazza
E tutti assieme si ballerà.

Uno grida «Miracolo...», un altro «Mio Signore,
È’ un scherzo, oppure una cosa seria?»
Qualcuno ha espresso un desiderio
E San Pietro ne ha fatto una questione d’onore.


Una voce dal Cielo comincerà a dire:
«Da qui, tanti volte son passato,
Nei dolori, nelle disgrazie, negli incidenti,
Nell’allegria, la contentezza, i divertimenti.
Avete fatto finta di nulla, non m’avete neppur guardato
Ma avete rifatto il campanile, e sono davvero contento
Era ora che cercaste un po’ di ascoltare...

Allora posso dirvi che è proprio vero:
Farò, di Filo, un Paradiso sulla terra.


 


Sopra: Fine anni ’20. La cinquecentesca chiesa di Sant’Agata con lo svettante campanile, abbattuti nel 1930.

A fianco: L’attuale chiesa edificata nel 1931 senza campanile (mai più ricostruito).

lunedì 24 dicembre 2012

Il distacco aumenta...


Milan ed Inter sempre più attardate
la vignetta di Romano Saccani Vezzani



La Juve se ne va ...


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 Le vignette di Romano hanno sempre meno bisogno di commenti. Parlano da sole.
Giornata calcistica amara non soltanto per i colori rossoblu. Le milanesi infatti fra intoppi vari stanno accumulando un ritardo inusuale verso la lepre bianconera.
L’unica speranza, a quel che si può capire, è che la Juve finisca la benzina, ma se poi se ne vanno addirittura sui palloni aerostatici, amici meneghini, o ci si attrezza un po’ meglio a suon di aerei o elicotteri, altrimenti col solo aquilone, non a caso qui a Filo chiamato da sempre «e’ bacalà», non ci si può far nulla.
Un arrivederci a dopo le feste, e vedremo  cosa succederà.  (Il filese)




venerdì 21 dicembre 2012

Che sarà mai la fine del mondo...


Divertiamoci con una vignetta e una poesia dialettale
di Angelo Minguzzi e Orazio Pezzi










Due siluri sul Vesuvio
(dello iuventino Ãnžul d Zižarõ d Mašìra)

16-12-12: Napoli-Bologna 2-3 / 19-12-12: Napoli-Bologna 1-2




(cliccare sull'immagine per vederla ingrandita)





Si parla del 21 dicembre 2012 come giorno fatidico,
ma non avevano fatto i conti con Noi e con San Pietro.


Pane e Olio -  E’ mond l’è finì
di Orazio Pezzi


Da clêtra pêrt tọt i’è pasé
San Pìr e’ sta so int la pôrta
E un n’in pò piò fôrza ‘d cuntê.

Finalment l’ariva i ùltum
Che pu i è qui ad Fìl
Mo la conta la n rišulta
U i a mènca incora quicadòñ.

«Ah - e’ fa San Pìr - sèmpar i sòlit,
I è qui dla Banda de’ Zlê
Mo par ló a farò un’eceziòñ
Ló, in Paradìš, i j éra ža,
Elóra, ch’ui vegna un cólp, a i lës a là...

Par ló adès la sarà dura
 con tọt quèl che u i srà da fê.
T’é voja ad còrar e ‘d zirê in tònd...
Mo, al sö, a ló gnit u i fa paura,
i à sfidê la fẹñ de’ mònd,
nẽca i Maya i s’è duvu inchinê
a sti  sugnadùr da l’ãnma pura.

E pu, e’ mi Signór e tot i su Séñt,
 i n’à gnẽca e’ séns dl’amšura...
Mo, ch’ui végna un azidéñt,
I à fàt una fësta adiritura...»


Pare che la fine del mondo sia stata rimandata. Forse non del tutto, visti i cataclisma avvenuti negli ultimi giorni sotto il Vesuvio, con due vittorie strabilianti del Bologna.
Ad Ãnžul d Zižarõ d Mašìra, l’amico e poeta dialettale Angelo Minguzzi, già noto ai lettori di questo blog, ho perdonato da tempo il torto d’esser cresciuto iuventino, sicché ieri mi ha mandato la bella vignetta che vedete a fianco con questa motivazione: «L'idea mi piaceva, mi sono anche complimentato con me stesso: le 2 torri [che fosse un segno del destino? anche i gol - come le vittorie in pochi giorni - sono 2] piantate sul Vesuvio che sputa fuoco, inutilmente...»
Da bianconero ci tiene però dire che, vuol soltanto spronare il Bologna a sfogarsi, nella speranza che la bella ispirazione gli passi prima di incontrare la Juve...
Divertentissima poi la poesia composta per l’occasione da Orazio, amico e compagno nella favolosa Banda del gelato alla Fragola: una vera chicca natalizia.
Che dire a questo punto? Poveri Maya... (a.v.)

Pane e Olio -  Il mondo è finito
di Orazio Pezzi

Dall’altra parte tutti son passati
San Pietro che sta sulla porta
Non ne può più a forza di contare.

Finalmente arrivano gli ultimi
Che poi son quelli di Filo
Ma il conto non torna
Manca ancora qualcuno.

«Ah - dice San Pietro - sempre i soliti,
Son quelli della Banda del Gelato
Ma per loro farò un’eccezione
Loro, in Paradiso, c’erano già,
Allora, accidentaccio, li lascio là...

Per loro adesso sarà dura
 con tutto quel che ci sarà da fare.
Hai voglia correre e girare in tondo...
Ma, lo so, a loro nulla fa paura,
hanno sfidato la fine del mondo,
anche i Maya si son dovuti inchinare
a questi  sognatori dall’anima pura.

E poi, Signore mio e tutti i vostri Santi,
non hanno proprio il senso della misura
Perché, accidenti a loro,
hanno fatto festa addirittura...»