venerdì 10 ottobre 2008

Lettera e poesia da Alcamo (Trapani)

Un cuore filese nella bella Sicilia

di Antonina Bambina



Egregio signor Agide Vandini,


sono la signora Bambina Antonina di Alcamo (Trapani ).

Sono nata qui in Sicilia nel 1956, ma all’età di sei anni i miei genitori si trasferirono a Molino di Filo, dove siamo stati per oltre nove anni. Mio padre Mariano ha lavorato i campi a barbabietola e fatto il muratore ad Argenta.

Ho frequentato le elementari a Molino e le medie a Filo. Lì ho lasciato gli amici e il mio cuore. La chiesina della «Chiavica di legno» era spesso meta delle mie scorribande e, ancora oggi, sul leggio c'è una preghiera che mi appartiene.

Spesso vado alla ricerca in internet di notizie e oggi ho scoperto il suo sito, con tanta storia e anche il suo bel libro sulle valli di Comacchio [La Valle che non c’è più, Faenza, Edit, 2006].

Ogni tanto vengo a trovare i miei amici a Filo ed è in in onore dei vostri eroi della guerra che ho scritto una poesia che qui le invio. Spero le faccia cosa gradita. Fa parte di un libro di poesie da me pubblicato e che, per circa un mese, è stato esposto nell'edicola di Filo.

Le invio i miei più sinceri saluti.

Antonina Bambina



Aprile 1945 (di Antonina Bambina)


Alla memoria di chi pensava che

la Libertà e la Vita, fossero un diritto

e pensava che ogni ingiusta guerra

chiede sempre un tributo troppo grande:

la perdita di quei Valori.



A ridosso del Reno,

un pugno di disperati,

in silenzio, cercava riparo.


L’alto verde argine e una stalla,

sembravano le uniche amiche,

pronte a coprire anche i respiri.


Dalla golena, giungeva

un intenso profumo di viole,

che si mescolava all’odore

pungente di quel fienile.


Il rombo dell’aereo amico,

copriva il pianto impaurito

dei bambini.

Un sorriso di speranza…

un boato poi… il nulla.


Fuoco e cenere prendevano

il posto di quei vani sorrisi.

Sarebbe bastato un momento,

anche solo un momento,

per poter rivedere il sole,

per poter gridare:

«… Liberi».



Cara Antonina,

Ho ricevuto pochi giorni fa lettera e poesia che, non solo sono state gradite, ma, come ho già avuto modo di scriverti, mi hanno emozionato ed anche, per la verità, un po’ commosso.

Tanta dimostrazione d’affetto per il nostro vecchio paese, parole che vanno dritto al cuore, versi che riecheggiano temi toccanti e cari alla nostra gente, hanno scatenato i miei ricordi e mi hanno fatto tornare indietro nel tempo, a Sentimenti e a Valori che oggi non sembrano più di moda e che quasi sempre, anche chi li prova, difficilmente ha la forza e la voglia di condividerne il senso con qualcun altro, un prossimo che, sempre più, percepiamo come estraneo, poco incline a «buonismi» e «sentimentalismi» cui non corrispondono tangibili benefits, refrattario, insomma, a ciò che non porta, quasi mai, nulla in saccoccia.

E invece, eccoci qui. Potere di Internet, ma anche potere di un sentimento forte di appartenenza ad una comunità, quella di Filo, storicamente battagliera e coesa, orgogliosamente legata a Valori di Solidarietà, ai grandi temi della Pace e della Democrazia, grata ai suoi tanti Martiri ed Eroi, ai martiri del Lavoro, ai martiri della Libertà che ne hanno tracciato e disegnato, fin da epoche remote, l’inconfondibile identità e DNA: la «filesità» appunto, una fiammella mai spenta di cui, oggi, una significativa testimonianza giunge fin da Alcamo, dalle tue parole affettuose, dalla calda e cara Sicilia.

Il bel testo poetico tocca temi, lutti dolorosi, luoghi e fatti lontani nel tempo, ma ancora ben vivi nel ricordo dei filesi che li hanno vissuti, e di quelli come noi, nati poco dopo, che ne hanno percepito l’eco nei crudi racconti del dopoguerra. Leggendo i tuoi versi, nella mente e nella memoria scorrono le tante vittime dei bombardamenti , i terribili attacchi aerei scatenati prima della battaglia finale e soprattutto l’immagine della povera, numerosa famiglia Bezzi intrappolata e spazzata via per sempre, il 12 aprile del ’45, fra le macerie del rifugio di Chiavica di legno, proprio a due passi dal Reno e dalla Libertà.

Ben 92 furono in paese i caduti civili. Ad essi si aggiunsero 31 militari e 18 Partigiani e Martiri della Libertà: in tutto 141 vittime filesi a cui andrà sempre il nostro deferente ricordo, un tributo troppo grande per la nostra piccola comunità alla triste tragedia della Guerra ed alla battaglia dell’«Argenta Gap: il colpo, la spallata finale delle Forze Alleate alle armate nazi-fasciste, nella lunga Campagna d’Italia.

Grazie, Antonina, grazie del ricordo così ispirato e profondo, e grazie anche ad Internet che ci ha permesso e ci permetterà ancora, io spero, di sentirci, da filesi, sempre un po’ in famiglia ed idealmente vicini.

Ciao.

Agide Vandini


La famiglia Bezzi spazzata via, a Chiavica di legno,

dal bombardamento alleato del 12 aprile del ‘45

Filo, 14 aprile 1945 le truppe alleate attraversano il paese fra le macerie: è la Liberazione




3 commenti:

aievedrim ha detto...

caro Agide,
come vedi bisogna sempre stare in guardia dai poeti, colpiscono anche da lontano, da dove meno te lo aspetti.
Provando ad essere serio, devo dire che è molto toccante il blog di questa volta e molto bella la poesia della Signora Antonina.
Certo che morire per opera del fuoco amico e in prossimità della liberazione è una grossa sfortuna. Che ha toccato da vicino anche la mia famiglia, in occasione del bombardamento di Villa Sanmartino di Lugo, il giorno della liberazione. In quella circostanza morì Angelina Minguzzi, cugina di mio padre, che era nata nel 1920 nella nostra casa qui a Masiera. Probabilmente per questo io ne ho ereditato il nome due anni dopo; com a s disal, sono stato "incarvato".
Un particolare curioso: si sono dovuti aspettare 88 anni prima di avere la nascita di un'altra femmina in questa stessa casa. Infatti in luglio è nata Giuliana, figlia di mio figlio che abita nella porzione di fabbricato rurale, ex ricovero macchine/fienile, che abbiamo deciso di ristrutturare.

A t salut, te e la Sgnora Antonina (Tugnina?!),
Angelo d Zizaron d Masìra

Anonimo ha detto...

Ciao Antonina,
Ci siamo incontrati per caso durante il volo Palermo - Bologna Abbiamo troscorso insieme un viaggio per me indimenticabile, tutto è andato benissimo. Per me è stato un viaggio spettacolare a contatto con una persona speciale e stupenda. Siamo tornati con qualche conspevolezza in più, ed il desiderio di risentirci presto.Spero solo di poterti sentire presto.Grazie

Anonimo ha detto...

Ciao Antonina,
Ci siamo incontrati per caso durante il volo Palermo - Bologna Abbiamo troscorso insieme un viaggio per me indimenticabile, tutto è andato benissimo. Per me è stato un viaggio spettacolare a contatto con una persona speciale e stupenda. Siamo tornati con qualche conspevolezza in più, ed il desiderio di risentirci presto.Spero solo di poterti sentire presto.Grazie