È finalmente in rete la commedia dialettale di Daniele Tasselli
tratta
da A.
Vandini, Il cestello dei
ranocchi, Ravenna, Longo, 1999, pp.82-97
di
Agide Vandini
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LA
COMMEDIA Siamo all’«Osteria
della Ghita» al Passo dell’Anerina, nei pressi della Chiavica di Legno,
località della campagna filese, nell’anno 1900. È il 23 giugno, la notte di
San Giovanni, quella da sempre considerata come la fatidica notte delle
streghe e si sa come, a quell’epoca, certe credenze fossero ancora assai
radicate in Romagna. Come i più anziani ricordano, le storie tenebrose che ci
si raccontava, a volte per gioco, a volte ... molto sul serio, finivano
sempre per provocare immancabile turbamento fra la gente comune. Anche per i nostri
inquieti frequentatori dell’Osteria dell’Anerina, non vanno quindi mai
e poi mai presi sotto gamba né streghe, né folletti, né fantasmi e neppure
diavolesse (figure che fanno sentire la loro presenza in questa storia),
soprattutto quando di mezzo ci sono faccende delicate come la vita, la morte,
l’amore, la fedeltà e poi, salute, ricchezza e povertà. Ma i nostri personaggi, i
simpatici avventori della vecchia osteria, pur nella loro semplicità e, in
fondo, nella loro tenerezza, hanno dentro passioni fin troppo forti per
essere frenate da simili creature dell’immaginario popolare. In un crescendo
di colpi di scena, fra paure ed angosce di ogni genere, si fa strada una
storia dalla comicità prorompente, finché gli avvenimenti culmineranno in un
fatto clamoroso, un evento voluto dal destino, in grado di cambiare
finalmente la vita ai nostri amici.... Commedia a suo modo
spettacolare, ricca di spunti e di riferimenti folcloristici, con un
appropriato tratteggio dei personaggi, umili e ingenui, rappresentativi di
un’epoca ormai lontana. È un tempo remoto che qui pare riprendere a vivere e
pulsare, tanto i protagonisti interpretano con ispirato vigore le umane
passioni di quel piccolo mondo di campagna. La
trama è avvolgente e niente affatto scontata, la storia è suggestiva e il
testo permette di cogliere e approfondire aspetti dimenticati del nostro
passato, proponendoli in modo da poter finalmente riderne e sorriderne
assieme, con schietta e serena giocondità. |
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Personaggi: Pinĕñ: Un giovane non troppo temerario Carubìna: Un «caro estinto» non
troppo rimpianto Ghìta: La
giovane vedova di Carubìna Žaìra: Una
«fatalona» della Chiavica di Legno Anžulòñ: Il
suo insipiente marito Caplìna: Uno
spregiudicato cacciatore Varsìria: Una vecchia
fattucchiera E’Mazapégul:Un dispettoso e pericoloso folletto |
Chi voglia gustarsi questa
commedia dialettale ambientata nel territorio, ideata e scritta negli anni ’90 dal
filese Daniele Tasselli (ispirata ad un racconto di fantasia di A.Vandini),
troverà in fondo a queste righe il link per una visualizzazione completa e
gratuita.
Nonostante le mie scarse
conoscenze digitali ho potuto realizzare questo progetto di diffusione via rete
grazie agli spazi disponibili sul mio Google-drive.
L’intrìg
dla Ciàvga ‘d lègn
doveva debuttare con attori filesi a Villa Vittoria a cavallo del 2000, ma, per
alcuni imprevisti in prossimità della recita, non poté essere rappresentata
dalla compagnia filese La Ramèta che proprio in quei mesi si sciolse.
Fu
però successivamente recitata dalla compagnia: Nô, žènt dal Glöri,
diretta da Paolo Grilli e ad essa dobbiamo il video qui proposto, registrato durante
la rappresentazione a Villa Savoia, a Glorie, il 26 luglio 2008.
La
commedia fu presentata anche a Filo, dalla stessa compagnia, nel 2006, alla
festa ANPI ‘Bellaciao’. Fu molto ben accolta, così come ad Alfonsine e negli altri
teatri della Romagna ove fu recitata all’epoca. Il CD con la registrazione mi
fu gentilmente donato a quel tempo dall’amico Paolo Grilli, regista peraltro di
ascendenze filesi, giacché i suoi progenitori ottocenteschi avevano vissuto per
molti anni proprio a Chiavica di Legno.
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Il CD contenente la rappresentazione del 2008 |
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1 commento:
Non riesco ad accedere, un saluto Paolo
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