Siamo tutti angosciati e impressionati dalle perdite umane e dalle sofferenze di questa povera e fiera gente d’Abruzzo, privata di colpo di ciò che avevano, e che ora hanno bisogno di tutto, in primo luogo della nostra solidarietà e del nostro aiuto. E’ un pensiero che, dalla notte in cui hanno tremato così forte montagne e paesi, ci coglie spesso. Soprattutto da un luogo come il nostro ove vive da molto tempo una piccola e ben inserita comunità abruzzese, fatta in particolare di bravissime donne sposate ai filesi nel dopoguerra, donne e famiglie che oggi comprensibilmente trepidano, pensierose e commosse, per i loro parenti in difficoltà.
Antonina, poetessa siciliana cresciuta a Filo, dalla lontana Alcamo ha composto con grande sensibilità questa poesia ove si coglie tutto il dramma di questi giorni. La pubblichiamo nell’intento di esprimere alla gente d’Abruzzo, la nostra profonda solidarietà in questi momenti terribili.
Forza amici e fratelli d’Abruzzo, l’Italia tutta vi abbraccia e vi è vicina (agide vandini).
Di tanto in tanto Orazio, filese d’origine e ravennate d’adozione, mi manda mirabili poesie, alcune delle quali già presenti in questo blog, che egli ama definire «Pane e olio». Devo dire che, pur conoscendo l’animo profondamente romantico di questo mio grande amico di gioventù, animo che sa tenere ben nascosto dietro un carattere assolutamente estroverso ed un fare quasi sempre allegro e compagnone, ogni volta ne rimango piacevolmente stupito.
Stupito e colpito dalla bellezza e anche dalla profondità di sentimento che ho sempre l’impressione di percepire dalla sua voce così familiare ed amica.
In questo caso, davanti a queste tre «fantasie», oltre che stupito, non posso che dirmi ammirato, quasi compiaciuto; soprattutto felice di riuscire un po’ a volare anch’io sulle parole e i versi poetici «pane e olio» di Orazio.
Giudizi letterari non mi sento di darne, molti lettori sapranno darne meglio di me, ma io oso dire che la trovo poesia vera, poesia che fa socchiudere gli occhi e che sa incantare il cuore e la mente. Per me non è poco. Grazie Orazio, grazie davvero… (agide vandini).
«Mappe, toponomastica e segnaletica del Filese, 10° puntata, sezione 8 del territorio»
di Agide Vandini
Il «Mantello» Filese
Immagine dal satellite
Il «Mantello» Filese
Le strade e le località
E’ l’ultimo di dieci articoli complessivi previsti, l’ottava di otto sezioni in cui si è suddiviso il territorio filese e per le quali si sono fornite, via via, mappe corrette ed aggiornate, oltre a notizie brevi sulla toponomastica e sulla storia del luogo.
Quest’ultima puntata è dedicata alla porzione di territorio, poco abitata, che localmente chiamiamo tuttora «bunĕfica», terra conquistata alla palude, in parte coi prosciugamenti degli anni fra le due guerre (la «Bonifica del Mantello») ed in parte con quelli che, nei più recenti anni ’60, essiccarono tutta la valle del Mezzano.
Le strade, tutte ghiaiate, costeggiano canali di scolo e case coloniche isolate che, dal satellite (prima immagine a fianco), si fatica ad individuare, così come i pochi ricoveri esistenti per attrezzi, macchine agricole, ecc.
Le vie denominate sono poche, come si può osservare dalla seconda mappa qui riportata che, alla stregua di quanto si è fatto nelle altre sezioni, mette in evidenza i più importanti cardini geografici di riferimento.
Si tratta, nella fattispecie, di grandi estensioni di terreno, se si pensa che la sola Bonifica del Mantello eseguita in dieci anni a partire dal 1922 aggiunse al territorio di Filo 2.050 ettari di superficie coltivabile.
Purtroppo, ad un relativo popolamento seguito alle assegnazioni della riforma agraria dei primi anni ’50, è succeduto un notevole abbandono. Molti agricoltori hanno poco a poco lasciato i loro fondi alla ricerca di redditi migliori, sicché questi terreni oggi sono coltivati in parte in forma cooperativae in parte sono di nuovo affluiti al latifondo.
Nella segnaletica locale, sarebbe utile:
Che i cartelli stradali indicassero la direzione per Comacchio all’ imbocco della Via Mantello. Per quanto la strada sia in alcuni punti deformata, in particolare nel territorio comacchiese, essa porta pur sempre in quel luogo e con notevole risparmi di Km.
Stessa cosa se si proviene da Comacchio lungo lo stradone della Bonifica del Mezzano. Per chi non è del luogo, la direzione per la Via Mantello verso Filo e centri limitrofi è impossibile da prendere per mancanza di indicazioni adeguate in territorio comacchiese. Giunti poi in via Argine Circondario Pioppa, attraverso la Via Mantello, manca una qualsiasi indicazione verso il centro abitato di Filo.
Sulle mappe presenti su Internet, mancano invece, in questo quadrante, le sole indicazioni delle Vie Ripalunga e II° Argine Circondario. Per la sezione di territorio, ecco comunque i brevi, sintetici e basilari
Cenni sulla Toponomastica
(per approfondimenti e per le fonti non espressamente citate, si veda in A.Vandini, Filo la nostra terra, Faenza, Edit, 2004, parte II)
Nomi di Località e di cardini geografici locali:
Gramigna. Denominazione della preesistente porzione di valle, oggi attribuita ad una casa colonica, ed anche al lungo canale collettore che scorre per quella parte di territorio.
Ca’ Mafalda. La povera casa di Mafalda Ricci, filese, ove si dava spesso rifugio ai viandanti, fu per anni punto di riferimento importante in particolare per cacciatori e pescatori. Prima dell’ultima bonifica era del resto, dopo alcuni Km di strada sterrata, l’ultimo posto abitato nei pressi della valle.
Alba. Così denominata forse perché punto estremo verso est del territorio filese. La casa colonica abbandonata, dopo un incendio che ne bruciò la stalla negli anni ’70, è detta Ca’ Brušeda.
Cavallino. La Corte Cavallino, bella tenuta di campagna ove convergono alcuni stradoni di accesso alla bonifica, ha sempre costituito un punto di orientamento di notevole importanza per viaggiatori, cacciatori, pescatori e anche per le nostre ineguagliabili dön de’Culetiv che lavorarono assiduamente le terre dei dintorni, spesso adibite a risaia.
Böca di’ Pastur. Posta di fronte alla Via Beccaria, laddove il canale Dominante (Canalen) completa una larga curvatura verso sud, la «Bocca del Ponte» (è così chiamata nelle carte topografiche, ma per i filesi è la «böca di’ Pastur»), è cardine geografico basilare. Il nome deriva certo dall’attività di chi vi si insediò, ma anche dalla forma di “baia” che aveva anticamente, in quel punto, il cosiddetto «Dosso di Filo», una lunga cresta emersa di valle su cui scorre l’odierna Via Argine Circondario Pioppa.
Pratondo e Pioppa. Vedi sezione 7 (Sant’Anna).
Vie e Strade (in ordine alfabetico):
Argine Circondario Pioppa. Si veda quanto già detto nella sezione 7 (Sant’Anna).
Rampi. Si veda quanto già detto nella sezione 5 (Garusola).
Beccaria. Si veda quanto già detto nella sezione 4 (Molino).
Del Mantello. La via ricalcal’antico Argine del Mantello che aveva la funzione di dividere le acque salse della Valle cosiddetta di Comacchio, da quelle salmastre della Valle del Mezzano a contatto con acque torbide e dolci. Proteggeva quindi come un «mantello» il sale e le anguille. L’argine, di difficilissima manutenzione, rovinò nel tardo Medioevo, con la conseguente commistione delle acque, una circostanza imprevista che generò una sequela di liti anche giudiziarie fra la comunità di Comacchio e quella filese e rivierasca del Po di Primaro, ove si derivava acqua dal fiume per alimentare il Molino di Filo e le Risare. La via conduce fino alla Valle ora essiccata del Mezzano e di lì a Comacchio. E’ chiamata volgarmente Stradon dla Mafalda (v.più sopra).
II Argine Circondario. Proviene dal territorio di Bando (Via Val Gramigna) e termina in quello di Longastrino (Via Fossa Menata). Da sempre detta volgarmente Strê de’ Coletór, ossia strada del Collettore, in quanto fiancheggiante il canale di scolo ove convergono le acque di tutti gli scoli della Bonifica del Mantello, acque che vengono condotte all’Idrovora Gramigne che si trova in territorio di Longastrino. Traccia perciò una linea mediana fra due bonifiche, quella “argentana” ottocentesca e quella del “Mantello” degli anni ’20 e ’30 del Novecento. Non fu mai quindi un “argine circondariale”. La denominazione, purtroppo, in territorio filese, è totalmente inappropriata.
Ripalunga. La denominazione della strada richiama il preesistente Dosso di Valle verso il quale si dirige.
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Il lungo, gravoso e paziente lavoro dedicato alla viabilità filese (dati i mezzi disponibili) termina qui. Ci si augura di aver, quanto meno, lasciato un’utile traccia a vantaggio di una mappatura più consona e, soprattutto, di aver contribuito, con brevi e semplici note, ad una migliore conoscenza del nostro territorio.
(fine - 10 / 10)
Articoli precedenti sul tema (v.Archivio Blog): 1. 2008, 1 marzo, «Quanti errori ed insufficienze…»; 2. 2008, 7 maggio, «Per una migliore segnaletica e cartografia del territorio»; 3. 2008, 3 luglio, «Rossetta, Case Selvatiche e Vallone»; 4, 25 agosto, «Il Borgo Ravegnano», 5. 2008, 10 ottobre, «Il Borgo Maggiore»; 6. 2008, 10 novembre, «Il Borgo Molino»; 7. 2008, 1 dicembre, «La Garusola»; 8. 2009, 29 gennaio, «La Chiavica di Legno», 9. 2009, 9 marzo, «Sant’Anna».