lunedì 26 aprile 2021

Nome di battaglia: Condor

 

La foto del nostro Giovanni  per le strade di Bologna

di Agide Vandini

 


Emoziona ed inorgoglisce non poco vedere riprodotto su uno degli striscioni che in questi giorni sventolano per le strade di Bologna, l’immagine di un amico come Giovanni, nome di battaglia Condor, partigiano filese che ci ha lasciato pochi anni fa.

Giovanni Pulini, così si chiamava all’anagrafe, mi ha onorato negli anni della sua splendida vecchiaia, di grande stima ed amicizia personale, stima, peraltro, che - ci tenne molto a sottolinearlo - aveva riservato, tanto tempo prima, a mio padre Guerriero, per lui Ghéo dl’Agida, com'era chiamato il mio babbo da tutta la gente di Filo.

Ho davanti agli occhi l'immagine di Giovanni, sei anni fa, a Villa Vittoria, quando nella ricorrenza del 70°, gli consegnammo a nome dell’ANPI una bella e meritata pergamena: ben poca cosa sotto l’aspetto materiale, eppure un segno di riconoscenza che gradì moltissimo, un segno d’affetto da parte del paese che aveva lasciato tanti anni prima. Fu per lui, come si vede nelle foto ricordo, una grande soddisfazione morale.

Il suo viso al centro dello striscione, il suo nome di battaglia a fianco, ci dicono che Condor, oggi e nei giorni delle celebrazioni, è ancora qui con noi. Giovanni ci rivolge uno sguardo fiero e severo da lassù, nella città che tanto ci è cara, e che tanto ha dato all’Italia negli anni del Risorgimento, come in quelli della Resistenza.

Ci mancherà invece, e parecchio, la testimonianza dei nostri amati Partigiani negli anni che ci aspettano, in un’epoca in cui molti contemporanei preferirebbero «dimenticare» piuttosto che «ricordare».

Nel caso di Giovanni, per fortuna, disponiamo di molte sue testimonianze di  vita partigiana ove ci racconta delle difficili scelte compiute e di quel suo carattere volitivo, forte, con cui ha sempre inteso difendere i propri valori, le proprie idee, quelle poi che indicano la strada maestra della Libertà e della Democrazia.

Molti Amarcord di Giovanni Pulini sono presenti e disponibili in questo blog[1] e, di questo, io sono particolarmente orgoglioso.

 

Ciao Giovanni, nell’anniversario della Liberazione d’Italia, onore a te, alla tua generazione e a quella di mio padre, ai tanti valorosi compagni di lotta in tutto il suolo nazionale, a chi, come voi, in quegli anni difficili si batté con forza, coraggio e dedizione, affinché il mondo nuovo, quello che sarebbe toccato ai vostri figli, non conoscesse mai più le aberrazioni, le umiliazioni e le ingiustizie del regime nazifascista (a.v., 26 aprile 2021).

 



 





[1] Eccone un riepilogo: 19.12.14 - Partigiani e contadini - Gli «Amarcord» di Giovanni Pulini, partigiano filese (1) http://filese.blogspot.it/2014/12/partigiani-e-contadini.html   ; 21.12.14 - Requisizioni e spinosità del dopoguerra - Gli «Amarcord» di Giovanni Pulini, partigiano filese (2) ; http://filese.blogspot.it/2014/12/requisizioni-e-spinosita-del-dopoguerra.html  ; 26.12.14 – Storia di due padroni - Gli «Amarcord» di Giovanni Pulini, partigiano filese (3) http://filese.blogspot.it/2014/12/storia-di-due-padroni-al-tempo-di-guerra.html  ; 29.12.14 – Mario Babini ed Antonio Meluschi– Gli «Amarcord» di Giovanni Pulini, partigiano filese (4) http://filese.blogspot.it/2014/12/mario-babini-ed-antonio-meluschi-il.html ; 11-12-16 - I Partigiani e la Democrazia – Gli «Amarcord» di Giovanni Pulini, partigiano filese (5) http://filese.blogspot.it/2016/12/i-partigiani-e-la-democrazia.html

 

domenica 18 aprile 2021

Un “Tweet” anni ‘50

                                         Una foto e una storia (di filesità…)

                                                     di Claudio Cassani

 

 Forse i giovani di oggi non possono capire, e magari si chiedono come facevano i loro nonni a comunicare un sentimento o uno stato d’animo.

Mi chiamo Cassani Claudio, nato a Ferrara, ma  le mie origini sono lì tra Filo e Molino di Filo.

Sono figlio di Mino (all’epoca sarto del Molino) e di Giuseppina (Pina) Natali figlia di Bruno e di Elsa.

Le scrivo perché oltre che seguire da tempo il suo blog dove, spesso leggo di personaggi già conosciuti nei racconti dei miei genitori, anche per raccontare un aneddoto che riguarda proprio Pina e Mino.

Erano i primi anni ’50, Mino sarto del paese, Pina lavorava in fornace e “studiava” da sarta presso il laboratorio di mio babbo.

A quei tempi la fornace di Filo lavorava a pieno ritmo (non devo certo raccontarlo a Lei) ricordo che mia mamma raccontava di turni oggi inaccettabili e di levate la notte per coprire i laterizi ancora freschi.

Proprio uno di questi è arrivato ai giorni nostri con impresso un tweet: “Pina e Mino”

Alcuni anni fa un amico comune, ristrutturando casa, ha trovato abbandonato in un sottotetto un tavellone, preso in mano per buttarlo tra le macerie, si accorge di una scritta.


Pina e Mino”.


Due secondi e riconosce i nomi come due suoi compaesani, chiama Luciano [Luzio Natali n.d.r.] che corre a prendere il “reperto storico” , costruisce un piccolo tavolino da salotto con una nicchia in misura per ospitare il laterizio, poi chiama mia mamma: “Quando vieni a Filo ho un regalo da darti”.

Detto fatto, il tavellone è tornato nelle mani di chi, 60 anni prima, lo aveva inciso.

Ora i miei non ci sono più, mio babbo è mancato 33 anni fa, troppo presto, e mia mamma ci ha lasciati a ottobre dell’anno passato; tra le sue cose ho trovato questa foto, che risale a quel periodo in cui mia mamma ha affidato ad un mattone quel suo pensiero.

Anche questa è storia di Filo.

Un saluto da Ferrara, Cassani Claudio.

 

Nelle immagini: Mino e la Pina negli anni ’50. Il tavellone col tweet, infine Claudio con la moglie Luciana.

martedì 13 aprile 2021

Un «Quaderno» dedicato alla Mostra fotografica del 2005

 

Nel 76° Anniversario della Liberazione di Filo

di Agide Vandini

 

 

In occasione del 14 Aprile, importante ricorrenza storica filese, ho pensato di proporre la riedizione, in formato A4, della Mostra Fotografica dedicata alla nostra Storia del Novecento:


 

Filo, Lotte Agrarie, Antifascismo e Resistenza

Quaderno dell’Irôla n.15 (43 pagine)

Curata da Agide Vandini, nel 2005

 

Il link per l’accesso al nuovo file.pdf  è il seguente:

 

https://drive.google.com/file/d/1eFVJMVdggnUq87dnllVnQhWWtrGT0bDu/view?usp=sharing

 

Come per i Quaderni pubblicati in precedenza, la visualizzazione ed il download del file sono di libero accesso. Lo scopo è quello di permettere, a chi lo desidera, la conservazione su carta della Mostra.

Il lavoro di raccolta, scrittura ed allestimento all’epoca richiese molto impegno e riscosse altrettanto interesse. Ci si avvalse peraltro, nello stand di esposizione, di preziosi filmati nonché di efficaci supporti audio. Ci fu una lusinghiera presenza di pubblico, l'esposizione fu molto apprezzata, tanto da venir riproposta in successive occasioni, sia a Filo, sia ad Argenta.

Certamente alcuni dati relativi ai caduti di Guerra, a distanza di anni, e dopo nuove ricerche, avrebbero bisogno di qualche aggiornamento ed integrazione[1], tuttavia credo che la sostanza della ricostruzione storica sia di immutata validità e possa essere apprezzata anche oggi.

Prossimamente mi ripropongo di mettere a disposizione degli interessati, con le stesse modalità, anche altre Mostre da me curate ed allestite in passato nell’ambito di «Filo è Festa»[2].



[1] E’ un  difficile compito che si stanno assumendo, con lodevole intento, gli amici alfonsinesi e longastrinesi con le loro preziose pubblicazioni, in parte già uscite, altre in procinto di esserlo, ricche di foto, dati anagrafici e cronache del territorio del periodo delle due guerre mondiali, lavori ai quali hanno dato la loro collaborazione, oltre al sottoscritto, altri ricercatori e storici del paese, come Egidio Checcoli, Beniamino Carlotti e Giovanni Geminiani.

[2] Negli anni 2000 ho infatti curato: Molino di Filo, Visita alla vecchia fornace nell’anno 1961 (Mostra 2007), nonché di Gruppi scolastici in bianco e nero (Mostra 2008). In precedenza, negli anni ’90 ho curato, con l’aiuto di amici e familiari, altre tre mostre fotografiche, ossia: Filo, Frammenti di mezzo secolo e di lotte per la Libertà (Mostra 1995); Filo 1945-1960, Gli anni della ricostruzione (Mostra 1996); Il lavoro, la campagna, il paese (Mostra 1997). Per questi ultimi lavori purtroppo non si approntarono files di immagini e testo. Ne conservo comunque le foto-ricordo dei pannelli.

sabato 3 aprile 2021

Rinnovato e migliorato il blog

«L’Irôla» da oggi ha un nuovo look

di Agide Vandini

 

Il blog ne aveva bisogno da tempo. Una sostanziale sensazione di esaurimento della mission, quella a cui il «contenitore» s’era ispirato fin dalla sua creazione nel 2007, aveva determinato nell’ultimo triennio una stasi nelle pubblicazioni.

Mentre infatti si percepiva, da un lato, una certa saturazione dei temi trattati, dall’altro, la grande divulgazione dei telefonini intelligenti stava orientando l’attenzione dei nuovi «navigatori» verso siti di incontro interattivo, con ampia possibilità di dar voce a posizioni personali, a comodi e poco impegnativi interventi spot su ogni argomento. E’ un tipo di sviluppo dei contatti umani che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, mentre si assiste alla difficile sopravvivenza della carta stampata di ogni tipo e qualità, davanti all’imperversare dei Social, di Facebook, Whatsapp ecc., «piazze» virtuali che, va detto, svolgono anche localmente una grande funzione aggregatrice.

Nell’ultimo anno, anch’io ho trovato il modo di inserirmi nella «piazza virtuale». L’ho fatto cercando, con foto e immagini, di attirarvi l’attenzione per temi a lungo trattati nel blog, incontrando più interesse di quanto mi aspettassi, considerata la brevità e gli spazi di intervento necessariamente limitati. Allo stesso tempo ho potuto cogliervi una certa labilità e volatilità comunicativa. L’attenzione ad ogni tema proposto, per quanto intensa, tende infatti ad abbassarsi molto in fretta, sopraffatta dalla grande quantità di altre novità, primizie, preoccupazioni, attualità che richiamano altrove.

A poco a poco ho potuto comprendere che uno spazio adeguato di approfondimento dedicato alla nostra cultura popolare può ancora avere una sua utilità, come bacheca locale di argomenti scelti, preferibilmente trattati con buona completezza, magari cercando spazi non concorrenziali, ma complementari alle «piazze virtuali», luoghi d’incontro e di scambio di informazioni che, comunque, vanno seguiti con grande rispetto ed attenzione.

Di qui il proposito di riprendere sul blog i classici temi rivolti al territorio, riducendo semmai al minimo annunci, resoconti e commenti legati all’attualità nazionale, sia di cronaca, sia di sport, argomenti peraltro ben più adatti ai «bar» e alle «piazze» virtuali.

Per questo ho cercato di dare al blog un nuovo volto, ripulendolo di una quantità inverosimile di spam accumulatosi nelle aree “commenti”, colmando alcune incompletezze, revisionando ed aggiungendo titoli alle «Pagine Importanti» e aggiornando gli Indici tematici, ora resi più funzionali alla fruizione di ciò che è già disponibile nel contenitore.

Allo stesso tempo mi ripropongo di aggiungere nei prossimi mesi nuove monografie tematiche, su argomenti trattati in più articoli, approntando nuovi «Quaderni dell’Irôla», ossia opuscoli scaricabili e stampabili in formato Word, accessibili gratuitamente da Google-Drive, senza dover ricorrere a siti nel frattempo divenuti a pagamento.

Nel ridar linfa al blog con un paio di appuntamenti mensili, mi riprometto di ospitarvi gli apporti di vecchi e nuovi amici: approfondimenti storici, oppure brevi racconti o poesie in romagnolo o in italiano. I vincoli sono sempre gli stessi: lavori che non superino il paio di paginette formato A4 per i quali sono pronto come sempre a fungere da «editor». Ribadisco ovviamente che la «bacheca» ha una sua linea editoriale, non è un «tazebao» a libera disposizione di chicchessia: è strettamente finalizzata alla «mission», quella che compare sotto il titolo del blog.

L’intenzione, in definitiva, permane quella di fornire, attraverso uno strumento migliorato e qualche modesta iniziativa editoriale, una offerta culturale di qualità, su temi di carattere locale.

La speranza è quella di poter contare sull’interesse e l’apprezzamento degli amici e dei lettori.


Come navigare sul blog

Alla scoperta dell’Irôla

di Agide Vandini

 

Se si è giunti a queste pagine attraverso il passaparola, per segnalazioni via mail, oppure forse più comunemente, tramite il motore di ricerca consultato dall’internauta e, incuriositi dal contenuto, si desidera navigarvi all’interno si consiglia:

Annate arretrate - è consigliabile la ricerca tematica:

  - Cliccare l’argomento desiderato dalle «Pagine Importanti» evidenziate alla destra del video uno degli Indici tematici sottoelencati (esempio: Indice 01: Storia e Territorio)

 - Scegliere fra i sottotitoli in grassetto la materia desiderata (Esempio: Novecento)

 - Scelto l’articolo da leggere (esempio: «In memoria della nostra Maria»), cliccare su LINK riportato sulla riga sottostante che porta direttamente all’articolo prescelto.

 Annata in corso - è possibile la sola ricerca cronologica:

 - Cliccare in «Archivio blog»: anno in corso, mese, indi scorrere i titoli degli articoli e cliccare su quello prescelto

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 Il blog, avendo parecchi anni di vita, contiene centinaia di articoli, pubblicati a partire dal 12 settembre 2007. Le materie o le notizie trattate, tutte a sfondo prettamente locale o regionale, fanno capo a temi o “Argomenti” per i quali  sono stati approntati quattro indici tematici:

- Indice 01 - Storia e Territorio : Approfondimenti dedicati alla storia, nonché alla conoscenza dell’ambiente e della geografia del territorio;

- Indice 02 - Favole, poesie e racconti : Favole, poesie e racconti che si richiamano al nostro ambiente, al territorio, alla sua gente;

- Indice 03 - C’era una volta : Spunti dedicati al folclore, alla gente, alle usanze, al dialetto,  ai personaggi del territorio;

 - Indice 04 - Calcio & Sport : Articoli dedicati al calcio (rossoblù, ma non solo) e allo sport locale;

 

Gli indici «tematici» vengono di norma aggiornati annualmente.