Precisazioni
sulle regole del gioco «Principe di Romagna»
di Guido Tarozzi
Presentazione
di Agide Vandini
L’autore,
con un articolo per questo blog del maggio 2021 dal titolo «Il gioco del
Beccaccino, Principe di Romagna - Perché si chiama così? Da quanto tempo si
gioca?» dedicò a questo amatissimo gioco con le nostre carte una
interessantissima e dotta ricerca. Qui ritorna sull’argomento,
rifacendosi sempre allo scritto di Dolcini che ne fissò le regole, per sottolineare
alcuni aspetti (a.v.).
Non ho altra scelta che ricorrere alle fonti
ufficiali, per chiarire, definitivamente, se è ammesso o no il bluff nel gioco del
Beccaccino/Marafon. A Villa Verucchio, nel 1975, presenti diversi appassionati,
si costituì la Lega del Marafon–Beccaccino, presieduta dal Dr. Alteo
Dolcini (Segretario Comunale di Faenza); venne approvata la “Carta fondamentale”
del gioco e all’articolo 20 della stessa venne esplicitamente sancito che le regole
sono quelle pubblicate sul libro tecnico-storico “Il Principe di Romagna”, scritto
dallo stesso Dolcini (ove per Principe si intende il gioco del
Beccaccino-Marafon). Fino ad allora, per circa un secolo, le stesse furono trasmesse
oralmente, da generazione in generazione. Ogni paese, ogni città della nazione
Romagna, aveva proprie regole, figurarsi l’anarchia che regnava e le
discussioni che nascevano durante i tornei.
Renato Guttuso – Giocatori di carte
Nel libro, l’autore stabilì una regola
rivoluzionaria e semplicissima: “sia chi battezza le briscole che gli
altri giocatori di mano, potranno dichiarare unicamente e singolarmente tre
parole: busso, striscio, volo; queste tre dichiarazioni non
impegnano il giocatore sulla loro effettiva realtà”
(pagina 187); quindi è chiaramente implicito che si può bleffare. Queste
innovazioni – sostenne l’autore – renderanno il gioco, più ordinato,
disciplinato, divertente, imprevedibile, complicato, frizzante, furbesco.
La Società del Passatore di Faenza,
socia della suddetta Lega, iniziò poi ad organizzare, in molte località della
Romagna, al sabato sera, i così detti Tornei del Passatore; chi
partecipava doveva impegnarsi a rispettare quelle semplici regole. I
partecipanti capirono subito che il gioco, così regolamentato, era meno
litigioso e più interessante. Si iniziò così a giocarlo allo stesso modo, nei
ritrovi e nei Circoli di quasi tutta la Romagna.
Tarcisio di Gardo, dirigente aziendale,
cesenate, nel libro Maraffone/Beccaccino, riguardo al bluff scrive, a pagina
17, “sarebbe possibile bluffare ma chi decide di farlo, lo fa a suo rischio
e pericolo; anche il compagno può essere tratto in inganno, e rivolgendosi
a coloro che si sentono maestri super forse, togliendosi un sassolino
dalle scarpe, “non mi risulta la presenza di geni fra i tanti giocatori che
ho conosciuto, ho visto invece giocatori attenti, molto reattivi, con memoria,
intuito e scaltrezza, eccezionale”.
Un
altro autore, il ravennate Pino Melandri, ottimo giocatore, che tutti abbiamo
conosciuto, il cui libro è sicuramente il più completo, preciso e puntuale,
anche perché è stato scritto quando le nuove Regole si erano, da tempo,
sedimentate in tutti i ritrovi. Nel suo libro, ha accolto integralmente le
regole del Principe di Romagna e riguardo al bluff scrive che la parola
Volo può sotto intendere un volo falso (pag.19),
ovviamente, è chiaro che ciò varrà anche per le altre due parole (busso,
striscio). Quindi l’opinione che il bluff non è ammesso, è destituita di
ogni fondamento.
Vi sono tuttora opinione diverse, invece, sul
conteggio nella fase finale della ultima mano, dei tre punti della Cricca. Purtroppo,
gli autori succitati hanno scritto brevi accenni al riguardo, non esaustivi, per
cui debbo ricorrere alla tradizione orale. In alcuni ritrovi, la Cricca viene
conteggiata dopo che è terminata la partita, e non ci si può
chiamare fuori. In altri, come al Circolo Guerrini di Ravenna, i tre
punti vengono conteggiati subito e servono, eventualmente, per chiamarsi fuori,
prima della fine della mano; in questo modo la partita rimane incerta ed
emozionante.
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Articoli pubblicati
in questo blog sull’argomento:
29 dicembre 2009 Agide Vandini «E’ tempo di Tressette … - Trisët, Bëcacino
(o Marafõ) e i suoi derivati in Romagna» - link per l’accesso diretto:
http://filese.blogspot.com/2009/12/e-tempo-di-tressette.html
15 maggio 2021 – Guido Tarozzi - «Il gioco del Beccaccino, Principe
di Romagna - Perché si chiama così? Da quanto tempo si gioca?» - link per l’accesso diretto:
https://filese.blogspot.com/2009/12/e-tempo-di-tressette.html

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