sabato 24 gennaio 2026

A Beccaccino si può bleffare?

  

Precisazioni sulle regole del gioco «Principe di Romagna»

di Guido Tarozzi

Presentazione di Agide Vandini

 

 

L’autore, con un articolo per questo blog del maggio 2021 dal titolo «Il gioco del Beccaccino, Principe di Romagna - Perché si chiama così? Da quanto tempo si gioca?» dedicò a questo amatissimo gioco con le nostre carte una interessantissima e dotta ricerca. Qui ritorna sull’argomento, rifacendosi sempre allo scritto di Dolcini che ne fissò le regole, per sottolineare alcuni aspetti (a.v.).

 

 

   Non ho altra scelta che ricorrere alle fonti ufficiali, per chiarire, definitivamente, se è ammesso o no il bluff nel gioco del Beccaccino/Marafon. A Villa Verucchio, nel 1975, presenti diversi appassionati, si costituì la Lega del Marafon–Beccaccino, presieduta dal Dr. Alteo Dolcini (Segretario Comunale di Faenza); venne approvata la “Carta fondamentale” del gioco e all’articolo 20 della stessa venne esplicitamente sancito che le regole sono quelle pubblicate sul libro tecnico-storico “Il Principe di Romagna”, scritto dallo stesso Dolcini (ove per Principe si intende il gioco del Beccaccino-Marafon). Fino ad allora, per circa un secolo, le stesse furono trasmesse oralmente, da generazione in generazione. Ogni paese, ogni città della nazione Romagna, aveva proprie regole, figurarsi l’anarchia che regnava e le discussioni che nascevano durante i tornei.

Renato Guttuso – Giocatori di carte

 

     Nel libro, l’autore stabilì una regola rivoluzionaria e semplicissima: “sia chi battezza le briscole che gli altri giocatori di mano, potranno dichiarare unicamente e singolarmente tre parole: busso, striscio, volo; queste tre dichiarazioni non impegnano il giocatore sulla loro effettiva realtà” (pagina 187); quindi è chiaramente implicito che si può bleffare. Queste innovazioni – sostenne l’autore – renderanno il gioco, più ordinato, disciplinato, divertente, imprevedibile, complicato, frizzante, furbesco.

     La Società del Passatore di Faenza, socia della suddetta Lega, iniziò poi ad organizzare, in molte località della Romagna, al sabato sera, i così detti Tornei del Passatore; chi partecipava doveva impegnarsi a rispettare quelle semplici regole. I partecipanti capirono subito che il gioco, così regolamentato, era meno litigioso e più interessante. Si iniziò così a giocarlo allo stesso modo, nei ritrovi e nei Circoli di quasi tutta la Romagna.

     Tarcisio di Gardo, dirigente aziendale, cesenate, nel libro Maraffone/Beccaccino, riguardo al bluff scrive, a pagina 17, “sarebbe possibile bluffare ma chi decide di farlo, lo fa a suo rischio e pericolo; anche il compagno può essere tratto in inganno, e rivolgendosi a coloro che si sentono maestri super forse, togliendosi un sassolino dalle scarpe, “non mi risulta la presenza di geni fra i tanti giocatori che ho conosciuto, ho visto invece giocatori attenti, molto reattivi, con memoria, intuito e scaltrezza, eccezionale”.

     Un altro autore, il ravennate Pino Melandri, ottimo giocatore, che tutti abbiamo conosciuto, il cui libro è sicuramente il più completo, preciso e puntuale, anche perché è stato scritto quando le nuove Regole si erano, da tempo, sedimentate in tutti i ritrovi. Nel suo libro, ha accolto integralmente le regole del Principe di Romagna e riguardo al bluff scrive che la parola Volo può sotto intendere un volo falso (pag.19), ovviamente, è chiaro che ciò varrà anche per le altre due parole (busso, striscio). Quindi l’opinione che il bluff non è ammesso, è destituita di ogni fondamento.    

     Vi sono tuttora opinione diverse, invece, sul conteggio nella fase finale della ultima mano, dei tre punti della Cricca. Purtroppo, gli autori succitati hanno scritto brevi accenni al riguardo, non esaustivi, per cui debbo ricorrere alla tradizione orale. In alcuni ritrovi, la Cricca viene conteggiata dopo che è terminata la partita, e non ci si può chiamare fuori. In altri, come al Circolo Guerrini di Ravenna, i tre punti vengono conteggiati subito e servono, eventualmente, per chiamarsi fuori, prima della fine della mano; in questo modo la partita rimane incerta ed emozionante.

 

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Articoli pubblicati in questo blog sull’argomento:

 

29 dicembre 2009      Agide Vandini  «E’ tempo di Tressette … - Trisët, Bëcacino (o Marafõ) e i suoi derivati in Romagna» - link per l’accesso diretto:

http://filese.blogspot.com/2009/12/e-tempo-di-tressette.html

 

15 maggio 2021 – Guido Tarozzi - «Il gioco del Beccaccino, Principe di Romagna - Perché si chiama così? Da quanto tempo si gioca?» - link per l’accesso diretto:

https://filese.blogspot.com/2009/12/e-tempo-di-tressette.html

 

 

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